Smettere di Russare

 

 

Russare di notte può diventare un serio problema, non solo per la salute di chi soffre di roncopatia che come si sa può avere complicanze a livello cardiocircolatorio, ma anche per chi dorme accanto a un partner che russa, che spesso e mal volentieri rischia di passare intere notti in bianco.

Dormire male può essere alla base di incidenti e conflitti, ormai è appurato che chi non riposa abbastanza durante la notte rischia di essere stanco e avere cali di concentrazione durante tutto il giorno (e si sa quanto una distrazione possa ad esempio essere pericolosa quando si è alla guida di un auto) oltre che essere fortemente stressato e irritabile.

Inoltre non di rado capita che coppie “scoppino” proprio perché uno dei due partner russa.

Nei casi in cui è possibile, è importante fare di tutto per smettere di russare, perché oltre a salvaguardare la tua salute potresti salvare anche il tuo matrimonio.

Perché si russa?

Durante il sonno l’indebolimento del tono muscolare del palato molle e l’arretramento della parte posteriore della lingua rendono più difficoltoso il passaggio dell’aria attraverso le prime vie aeree. Questa condizione fa si che i tessuti molli inizino a vibrare producendo quel fastidioso rumore tipico del russamento.

Apnee notturne e complicanze

Spesso il russamento è accompagnato da apnee notturne durante le quali la respirazione viene interrotta per pochi istanti portando a frequenti micro-risvegli, da 30 a 300 per notte, che disturbano il sonno.

Le apnee notturne non devono essere assolutamente sottovalutate in quando possono portare gravi complicanze cardiovascolari.

Spesso si pensa che le conseguenze di chi dorme male a causa della roncopatia siano solo la stanchezza e l’irritabilità durante il giorno, in realtà chi russa molto è soggetto a ictus, ipertensione, fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca da congestione.

È importante non sottovalutare il problema e rivolgersi a un centro del sonno specializzato per limitare i danni e trovare una soluzione.

Rimedi pratici per non russare

Chi russa occasionalmente e non vuole recare disturbi al proprio partner può provare a seguire semplici regole per limitare i danni.

Come prima cosa è importante avere uno stile di vita sano, fare attività fisica e dimagrire se necessario. Seguire un ritmo sonno-veglia regolare, andando a dormire sempre alla stessa ora.

Nelle ore prima di andare a dormire evitare di bere alcolici e consumare pasti pesanti, assumere sonniferi, antistaminici e tranquillanti.  Evitare la posizione supina, dormire sul fianco può aiutare a non russare.

Smettere di russare con il bite

Esistono diverse soluzioni per provare a risolvere il problema del russamento, ovviamente ogni caso va studiato e valutato da uno specialista che saprà consigliare il trattamento più idoneo per ogni singolo paziente.

In caso di semplice russamento un aiuto può venire da bite dentali da indossare durante il sonno.

Il bite antirussamento è formato da due elementi collegati tra di loro che mantengono aperto lo spazio respiratorio dietro la lingua favorendo il transito dell’aria e diminuendo le vibrazioni dei tessuti molli.

Dopo aver indossato un bite per smettere di russare, può capitare che ci si svegli con una sensazione di tensione muscolare che tuttavia dovrebbe passare in poco tempo. Tale sensazione di solito si presenta solo nelle prime settimane di trattamento. 

Questi dispositivi ortodontici, che devono essere sempre preparati da esperti, non possono essere indossati in caso di mobilità dentale, mancanza totale o parziale dei denti, malattie gengivali e parodontali.

È importante sapere che i bite antirussamento possono funzionare solo in caso di russamento semplice, anche in presenza di apnee notturne, ma la loro efficacia è nulla se la causa del russamento è dovuta alla deviazione del setto nasale, all’ipertrofia dei turbinati o alla presenza di polipi nasali.

Implantologia

Ho iniziato a mettere impianti venticinque anni fa. La chirurgia implantare da sempre mi ha appassionato e ne ho fatto un punto di eccellenza del mio studio. È una soluzione molto valida per ottenere denti come i naturali.

Una tecnica che dà ottimi risultati e, con la ricerca di una qualità di vita sempre migliore, è molto richiesta, in quanto con essa si ottengono protesi stabili, con l’ingombro dei denti naturali.

Implantologia osteointegrata

È il sistema in uso da tanti anni, ho risolto con esso molti casi e lo consiglio, certo del risultato, ai miei pazienti. Prevede di inserire l’impianto e mettere le capsule dopo tre mesi: il tempo necessario a far riformare nuovo osso intorno alla vite.

Implantologia a carico immediato

Una nuova metodologia in uso già da un po’ di anni, anch’essa molto valida in quanto si basa su una logica esatta. In presenza di un osso compatto si può mettere un impianto più stabile da subito che permette l’applicazione immediata di capsule provvisorie che consentono al paziente di recuperare immediatamente l’uso e l’estetica dei denti. Si esce il giorno stesso, dallo studio dentistico, con denti fissi, paragonabili al dente naturale. Ho già trattato molti casi con l’implantologia a carico immediato ottenendo ottimi risultati.

Mini impianti

Servono ad ottenere protesi mobili stabili: prevede l’inserimento di due viti, da usare come ancoraggi della protesi (tecnica dei mini impianti). Principalmente si usa per protesi complete inferiori che sono quelle che maggiormente hanno problemi di stabilità.

Odontostomatologia

 


 

 

L'accesso presso l'Unità Operativa di Odontostomatologia comprende una fascia di età da 0 a 18 anni.
L'Unità Operativa di Odontostomatologia tratta sulla base delle specifiche competenze pediatriche tutti i pazienti con problematiche odontoiatriche.
In particolare Prevenzione e Profilassi dei pazienti in crescita, Diagnosi e trattamento dei pazienti con lesioni  a livello dei denti decidui e permanenti, Diagnosi e trattamento dei pazienti con malocclusione scheletrica e dentale. Trattamenti ortodontici estetici.

 

Attività di ricerca corrente

L'attività clinica grazie, grazie all'elevata casistica, è supportata dall'attività scientifica:
Terapia ortopedico-funzionale nei pazienti in II classe scheletrica, valutazione rispetto al reale incremento di crescita mandibolare; 
Ambulatorio multidisciplinare delle Apnee ostruttive nel sonno  in collaborazione con il servizio di otorinolaringoiatria e Broncopneumologia;
Trattamento Ortodontico dei pazienti con Labiopalatoschisi

 

Aree di eccellenza

Terapie ortodontiche ed odontoiatriche nei   pazienti con malformazioni cranio-facciali (Labiopalatoschisi, microsomia, Sindrome di Franceschetti).
Uso del laser per la cura dei denti e per la piccola chirurgia orale. Tale tecnica per la cura delle carie e per la chirurgia orale rappresenta l'avanguardia nelle tecnologie odontoiatriche e permette le cure odontoiatriche senza trapani e spesso senza anestesia.
Trattamento dei pazienti con malattie rare in particolare con epidermolisi bollosa.

Le protesi dentali

 

La componente protesica per la buona riuscita dell’intervento e per il risultato finale soprattutto estetico del paziente, riveste un ruolo di importanza fondamentale per molteplici aspetti: ESTETICA E FUNZIONALITA’.

Protesi Fisse

Il paziente sottoposto ad un intervento chirurgico di tipo implantare il quale comporta l’ eliminazione degli elementi presenti , con successivo inserimento di impianti in titanio, solitamente 4 – 6 – 8 ai quali poi viene applicata la componente protesica provvisoria, prima, e finale, poi.

L’applicazione della protesi si divide in questi passagggi più rilevanti:

  1. inserimento del numero di impianti dentali programmato: 4-6-8.
  2. su questi impianti con particolare componentistica viene ancorata in modo definitivo la protesi ,che riproduce esteticamente e a livello funzionale l’arcata dentaria originaria del paziente.
 

Vantaggi

 
 
  • Il paziente ha una soluzione FISSA DEFINITIVAMENTE, che potrà essere rimossa solo ed esclusivamente dal professionista.
 

 

Protesi Rimovibili

 
 

Al paziente verranno estratti eventuali elementi dentari presenti e inseriti impianti dentali ,solitamente 2-4, ai quali poi verrà ancorata una protesi con un meccanismo di tipo semi – mobile (come se fossero dei bottoni ) i quali si attaccano e staccano all’occorrenza.

Vantaggi

  • Il vantaggio principale di questa metodologia è di avere una protesi che rimane ancorata in modo fisso ma che all’esigenza può essere rimossa anche autonomamente dal paziente.
  • I vantaggi sono la PULIZIA serale e mattutina della protesi, elemento di estrema importanza per la propria igiene orale.
 

 

Protesi Mobili

 
 

Le protesi mobili sono il manufatto protesico più tradizionale che viene utilizzato solitamente in pazienti di età più avanzata come alternativa all’intervento implantare con applicazione di protesi definitive o rimovibili.

Vantaggi

  • Il vantaggio primario è sicuramente la RAPIDITA’ dell ‘intervento e della creazione della portesi. Dopo una rapida presa delle impronta , il laboratorio odontotecnico sarà in grado di creare una protesi mobile adatta al caso specifico in pochissimo tempo.
  • L’ulteriore vantaggio è la minor invasività della prestazione. La sua applicazione non prevende l’inserimento di impianti ma attraverso appositi prodotti adesivi permette la completa adesione alla mucosa gengivale.

Svantaggi

  • Esteticamente meno gradevole ,alla vista risulta meno piacevole.
  • La stabilità nel lungo periodo potrebbe essere notevolmente inferiore rispetto a soluzioni fisse. Maggior mobilità.
 

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COS’È L’ENDODONZIA?

L’Endodonzia è la scienza medica, nell’ambito dell’Odontoiatria, che ha per oggetto i tessuti interni del dente, le patologie e i trattamenti correlati. Quando questi tessuti o i tessuti che circondano la radice dentale si ammalano o danneggiano a causa di carie o traumi, il trattamento endodonticopermette di salvare il dente.

Fonte: American Association of Endodontist http://www.aae.org

Cos’è un trattamento endodontico, o cura canalare o “devitalizzazione” del dente?

Il trattamento endodontico è un intervento odontoiatrico ambulatoriale che si rende necessario quando la polpa (il tessuto molle interno al dente) è infiammata o infetta per un danno provocato da una carie profonda, dall’esito di interventi sul dente, o da un trauma (grave e improvviso o più leggero ma ripetuto) che ha provocato frattura o scheggiatura o incrinatura profonda.

La polpa dentaria, contenuta all’interno dei denti, popolarmente nota come nervo del dente, è in realtà un tessuto altamente specializzato costituito da arterie, vene, terminazioni nervose e cellule connettivali. Nell’età dello sviluppo questo tessuto ha la funzione di formare la struttura portante calcificata del dente (dentina); nell’adulto, ad accrescimento completato, la polpa – ormai assottigliata – resta confinata nella camera pulpare e nei canali radicolari, con funzioni residuali di sensibilità al freddo e idratazione della dentina.

A perturbare lo stato di salute pulpare possono intervenire varie situazioni patologiche, la più frequente delle quali è di gran lunga la carie dentaria (vedi oltre), ossia la decalcificazione e distruzione progressiva dei tessuti duri del dente per l’azione di microrganismi presenti nellaplacca batterica. Se non si interviene tempestivamente la cavità prodotta dalla carie si ingrandisce e approfondisce ed estende finché la polpa viene raggiunta dai batteri con trasformazioni irreversibili dovute all’infezione. Quando si arriva a questo stadio la cura conservativa che consente di mantenere il dente evitando l’estrazione è la terapiaendodontica, o cura canalare o anche più impropriamente devitalizzazioneIn generale l’Endodonzia mira a conservare i denti che hanno ricevuto un danno grave della loro struttura che ha portato all’infezione e alla necrosi della polpa, con ripercussioni acute o croniche dei tessuti circostanti, più o meno dolorose. La moderna Endodonzia si avvale di strumenti sofisticati per la diagnosi e la terapia, quali lo stereomicroscopio operatorio, i biomateriali innovativi, la strumentazione in leghe speciali.

Quali segni indicano la presenza di una carie?

La carie può non dare alcun segno precoce della sua presenza, oppure i sintomi sono tanto lievi da non indurre preoccupazione. Questo avviene soprattutto nei primi stadi, ma spesso anche di fronte alla completa distruzione del dente il paziente può non riferire alcun fastidio particolare e mostrarsi anzi sorpreso di quanto avvenuto senza dolore. Solo con il controllo periodico dal dentista – che va effettuato anche in assenza di dolore – è possibile verificarne la presenza fino dai primissimi stadi e intervenire con una terapia precoce e quindi limitata, minimizzando i danni e scongiurando dolori improvvisi e cure in regime di urgenza. Il dolore perciò, nel caso dei denti, non è un segnale di allerta affidabile e neanche un indice di gravità del danno: la soluzione è la visita periodica dal dentista.

L’eccessiva sensibilità al freddo è un sintomo da tenere in considerazione, ma non è un indice univoco della presenza di una carie. Può essere causata anche dalla scopertura a livello deicolletti (la parte dei denti prossima alla gengiva) per  malattia parodontale, per abrasione da spazzolino da denti usato in maniera scorretta, oppure per una particolare acidità del cavo orale (erosione da eccessiva assunzione di cibi acidi come agrumi o aceto, o ancora per situazioni patologiche quali il reflusso gastroesofageo). Anche il digrignamento (bruxismo), o incrinature/fratture possono dar luogo a ipersensibilità al freddo.

Oltretutto il segno del dolore al freddo o anche ai cibi dolci o salati è completamente assente nei denti già trattati endodonticamente. E’ la polpa la parte sensibile e se la polpa è in necrosi, o è stata asportata per una pregressa terapia canalare, questo sintomo viene a mancare. Da notare a questo proposito che la carie attacca indifferentemente e con la stessa intensità sia denti sani, sia denti precedentemente curati o devitalizzati.

Escluse le situazioni elencate sopra, quando la sintomatologia caldo, freddo, dolce, salato è accompagnata da un dolore più o meno localizzato che perdura per un certo tempo successivamente allo stimolo, questo rappresenta un segno evidente della presenza di una carie già allo stato avanzato. Il danno si estende in rapida progressione e se non intercettato in tempo porta inevitabilmente a fenomeni dolorosi di pulpite (infiammazione acuta) e necrosi(morte cellulare) della polpa del dente stesso. La cura in questa fase tardiva non è più la rimozione della parte cariata e un’otturazione più o meno estesa, ma è necessitano il trattamento endodontico (o cura canalare, detta anche devitalizzazione o canalizzazione).

Il trattamento endodontico

In cosa consiste?
Il trattamento endodontico (o cura canalare anche detto devitalizzazione o canalizzazione) consiste nella rimozione della polpa (nervo dentale) infiammata e infetta, presente all’interno del dente e per tutta la lunghezza delle radici, e nella sua sostituzione con un’otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata detersione e sagomatura dei canali radicolari.

Cosa si ottiene con il trattamento endodontico?
Il risultato è che il dente non sarà più un serbatoio infettivo e, dopo un’adeguata ricostruzione della corona, potrà continuare a svolgere le stesse funzioni di un dente integro. La percentuale di successo di una cura canalare corretta è, in condizioni normali, elevatissima. La percentuale diminuisce nei casi di ritrattamento endodontico, quando cioè è necessario ripetere la procedura per un insuccesso precedente (errori d’esecuzione, complessità anatomiche, difficoltà obiettive)

Quanto tempo richiede?
Il trattamento endodontico è ormai veloce anche per i molari, grazie alle nuove tecniche e alle moderne apparecchiature a disposizione. Le fasi operative sono le seguenti:

  • Anestesia locale per neutralizzare il dolore anche nei casi con polpa ancora sensibile
  • Ricostruzione provvisoria della corona dentale quando questa è molto distrutta, allo scopo di eliminare tutta la carie senza rinunciare alle pareti della cavità del dente (contenimento dei liquidi disinfettanti e aggancio del foglio di gomma isolante)
  • Isolamento del campo operatorio mediante la diga di gomma (mezzo imprescindibile per una buona riuscita della cura canalare) consistente in un foglio di lattice di gomma teso da un archetto e tenuto fermo da un gancio posto intorno al dente da curare o a un dente vicino.
  • Apertura della camera pulpare: accesso alla polpa attraverso una cavità preparata dal lato masticante del dente
  • Reperimento del o dei canali radicolari con l’ausilio di ingrandimenti ottici.
  • Misurazione della lunghezza di lavoro ossia di ciascun canale presente (da un riferimento sulla corona fino all’apice radicolare) mediante una radiografia e un localizzatore elettronico d’apice (la dose di radiazione assorbita nell’esecuzione di una radiografia ad uso odontoiatrico è minima).
  • Strumentazione dei canali mediante strumenti endodontici che asportano la polpa canalare,  contaminata dai batteri e sostanze infette, creando nel medesimo tempo una forma delle pareti adatta a una completa otturazione.
  • Lavaggi con ipoclorito di sodio, potente disinfettante, per ottenere un ambiente il più possibile pulito e asettico
  • Otturazione canalare mediante guttaperca, materiale plastico e modellabile con il calore, associato a un cemento canalare
  • Ricostruzione della corona
  • Controllo radiografico della fine della cura
  • Eventuale protesi fissa (corona o ponte)

La Cura Canalare può far male?

Durante il trattamento endodontico il dolore è sotto controllo grazie all’anestesia locale.Un indolenzimento, che può essere soggettivamente più o meno fastidioso, può essere presente dopo la terapia, ma è facilmente controllabile con un comune analgesico. Raramente, in radici particolarmente infette, può svilupparsi un ascesso con dolore e gonfiore a causa del passaggio di batteri nell’osso che circonda le radici. L’insorgenza di queste complicanze non pregiudica necessariamente il successo del trattamento in corso.

Odontoiatria Conservativa  

 

Branca dell'odontoiatria restaurativa che si occupa della cura dei denti cariati, delle procedure per l'eliminazione della carie e di quelle relative alla chiusura delle cavità risultanti dall'eliminazione dello smalto e della dentina cariata, tramite l'utilizzo di appositi materiali. Le carie possono essere superficiali o profonde. Nel primo caso ci si limita ad asportare parte della dentina e dello smalto interessati dalla carie, otturando il dente con appositi materiali.

In genere si utilizzano le resine composite dello stesso colore del dente naturale che per le loro caratteristiche adesive permettono una preparazione della cavità cariosa meno ampia rispetto all'uso dell'amalgama che richiedeva cavità dalle caratteristiche particolari perché fossero ritentive.I compositi utilizzati possono avere caratteristiche differenti a seconda dell’utilizzo e della casa produttrice.

Nel nostro studio vengono utilizzati dei compositi di ottima qualità, con una vasta gamma di colori e trasparenze adatte per ricostruire la dentina e lo strato dello smalto nelle varie tonalità che variano da individuo ad individuo e anche in base all’età. Per l’adesione si utilizza la tecnica bifase cioè si utilizzano due prodotti anziché uno garantendo in tal modo un’adesione migliore.

Nelle carie profonde vi può essere un interessamento della polpa del dente, contenente anche le fibre nervose, e allora si ricorre alla cura canalare detta anche terapia endodontica (devitalizzazione). Il termine conservativa indica l'obbiettivo di tali cure, cioè di conservare i denti altrimenti distrutti dalla carie.

Parodontologia


 

PARODONTOLOGIA E CURA DI MALATTIE DENTALI

La parodontologia è la branca dell’odontoiatria rivolta alla cura della malattia parodontale. Tale patologia, se non adeguatamente trattata, è una delle principali cause della perdita di elementi dentari e può essere associata ad altre malattie croniche come il diabete e le patologie cardio vascolari.

 

Come si instaura la parodontite?

Di base, si verifica quando si viene a formare un accumulo di placca batterica tale da consentire la prevalenza di popolazioni batteriche “nocive” nel solco gengivale. Questi batteri sono quindi in grado di sostenere una vera e propria infezione, e di conseguenza, di provocare la stimolazione del nostro sistema immunitario.

Questo processo ha come conseguenza l’instaurarsi di un processo infiammatorio, in genere cronico, di difesa.

 

Quali sono le conseguenze della malattia parodontale?

Il processo infiammatorio colpisce in generale, l’apparato di sostegno del dente. Può essere interessata la sola gengiva, in questo caso si formerà la gengivite; nel caso invece vengono colpite anche le strutture sottostanti, osso e legamento parodontale, si formerà parodontite.

 

Come posso accorgermi se sono affetto da questa malattia?

La malattia parodontale è spesso silente, cioè non comporta sintomi particolari - in particolare il dolore – se non ad uno stadio avanzato della malattia. Tuttavia, vi sono segni ben evidenti che, ad una attenta visita, consentono di porre una diagnosi precisa in tempi adeguati per il trattamento della malattia:

  • Rossore, gonfiore e dolorabilità a livello gengivale
  • Presenza di sanguinamento durante l’uso dello spazzolino, del filo interdentale .
  • Arretramento del livello gengivale: “i miei denti appaiono sempre più lunghi”.
  • Aumento della mobilità dentaria.
  • Aumento degli spazi interdentali o modifica della posizione dei denti.
  • Presenza di “pus” nel solco gengivale.
  • Persistente alito cattivo

Gengivite

Si tratta della forma più lieve della malattia parodontale. Le gengive appaiono arrossate, gonfie, e sanguinano facilmente. I sintomi sono scarsi e non vanno oltre una modesta dolorabilità. La gengivite è comunemente causata da insufficiente igiene orale. I fattori che possono contribuire alla gengivite comprendono il diabete, fumo, malattie sistemiche, stress, le fluttuazioni ormonali, gravidanza, abuso di sostanze, l'infezione da HIV, e l’uso di alcuni farmaci. La gengivite è reversibile con il trattamento professionale e adeguate manovre di igiene orale domiciliare.

 

Come si cura la gengivite?

La gengivite è un fenomeno reversibile facilmentecurabile mediante un trattamento non chirurgico professionale e adeguate manovre di igiene orale domiciliare.

 

Parodontite

E' la forma più grave di malattia trattata in parodontologia: è caratterizzata infatti, non solo dai segni tipici della gengivite, ma anche dalla distruzione, di parte o completa, dell'apparato di sostegno degli elementi dentari.

 

Qual è il processo che porta alla comparsa di questa forma di malattia parodontale?

Con il tempo, placca e tartaro possono diffondersi e accumularsi al di sotto del bordo gengivale.
I batteri contenuti nella placca producono tossine che sono in grado di irritare le gengive. Le tossine, in particolare, stimolano una risposta infiammatoria cronica di difesa da parte dell’organismo.
Purtroppo questa reazione di difesa provoca un danno a livello dei tessuti di sostegno dei denti ovvero il loro lento riassorbimento e distruzione. Il solco gengivale si allarga e approfondisce con la conseguente formazione di tasche parodontali (spazi tra i denti e le gengive), che si infettano. Col progredire della malattia, le tasche si approfondiscono ulteriormente con conseguente continua distruzione dell’apparato di sostegno del dente.
Tale processo distruttivo, seppur grave, è spesso associato a sintomi lievi e quindi sovente sottovalutati; la progressione della parodontite se non viene interrotta da un adeguato trattamento porta alla mobilità del dente e, quindi, alla sua completa perdita.

 

Si può guarire dalla parodontite?

Certamente! E’ necessario però procedere alla eliminazione di ciò che ha causato la malattia parodontale, l’infezione batterica, e successivamente sottoporsi alle terapie di parodontologia in grado di eliminare i difetti, a carico dei tessuti di sostegno del dente (osso e legamento parodontale) che la parodontite tipicamente provoca.

 

Quali sono, quindi, le terapie possibili?

I nostri trattamenti di parodontologia per la cura della parodontite sono basati sul convincimento che la salute parodontale debba essere raggiunta attraverso il trattamento meno invasivo e più conveniente. Questo è spesso realizzato attraverso il trattamento parodontale non chirurgico. E’ necessario tener presente comunque i limiti del trattamento non chirurgico: solamente quando non raggiunge la salute parodontale, allora la chirurgia può essere indicata per ripristinare strutture parodontali sane.

  • Scaling e levigatura radicolare: è una accurata pulizia delle superfici radicolari per rimuovere la placca e tartaro dalle tasche parodontali profonde e per levigare la radice del dente al fine di eliminare le tossine batteriche.
  • Interventi a lembo: durante queste procedure i tessuti molli (gengive) vengono incisi e successivamnete sollevati, per permettere la completa rimozione dei depositi di batteri presenti sulle pareti delle radici; a decontaminazione ultimata i tessuti vengono riposizionati,e matenuti in sede, tramite l'applicazione di suture. Si rende necesasrio, talvolta, regolarizzare il profilo osseo alterato, per eliminare tutte la asperità dove possono accumularsi nuovi depositi batterici.
  • Terapie rigenerative: tali procedure si basano sulla completa eliminazione dei batteri colonizzanti il difetto psseo da trattare, e la succesiva applicazione di membrane con l'eventuale associazione con speciali materiali che stimolano la produzione di nuovi tessuti, inparticolare ossei.

Odontoiatria Pediatrica

 

bambini hanno problematiche orali ed esigenze diverse dagli adulti ed è quindi importante che vengano accolti in un ambiente sereno che li metta a loro agio e che siano visitati e curati da personale con competenze specifiche nella pedodonzia (odontoiatria pediatrica).

QUANDO PORTARE IL BAMBINO DAL DENTISTA

La comunità scientifica internazionale è concorde nell’indicare nei 5 anni l’età ideale per la prima visita daldentista, che servirà a valutare la situazione generale della bocca, l’eventuale presenza di carie, malattie gengivali o malocclusioni, e impostare un piano preventivo e/o terapeutico adeguato.

 

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I NOSTRI SERVIZI

Il nostro staff medico si occupa sia della prevenzione sia della terapia delle malattie del cavo orale del bambino (principalmente gengiviti e carie) e offre i seguenti servizi:

  • insegnamento delle adeguate manovre di igiene orale domiciliare;
  • ablazione del tartaro;
  • sigillatura dei solchi (quest’ultima prevede di stendere, sulla superficie masticatoria dei molari e dei premolari permanenti, un sottile strato di resina fluida che rilascia fluoro);
  • cura della carie dei denti da latte e dei permanenti;
  • terapia canalare (devitalizzazione), anche dei denti da latte;
  • estrazione di denti decidui;
  • visite diagnostiche per la valutazione di eventuali malocclusioni e impostazione di terapie ortodontiche semplici o complesse.

I NOSTRI PREZZI

Offriamo un rapporto qualità-prezzo conveniente, a titolo di esempio:

  • visita odontoiatrica/ortodontica: Gratuita   
  • sigillatura dei solchi: 50 euro

Igiene Dentale

 

 

Il nostro cavo orale lo possiamo paragonare ad un “serbatoio” di batteri: si riscontrano infatti più di 500 tipi di batteri con alcune specie funginee. Da ciò si deduce quanto sia importante prevenire le malattie del cavo orale, per evitarne l’insorgenza e per curarle nella loro fase iniziale.

 

Cos’è l’Igiene Dentale?

L’Igiene Dentale professionale o Detartrasi, spesso indicata come Pulizia dei Denti, è un atto terapeutico pratico finalizzato al mantenimento della salute della cavità orale in tutte le sue componenti, ovvero

denti, tessuto gengivale, osso, legamenti parodontali.

 

 

Quali sono i Vantaggi della Detartrasi?

Il primo vantaggio è sicuramente la prevenzione della carie e della formazione di placca e tartaro, con l’eliminazione dei danni correlati ad essi.

Inoltre negli ultimi decenni la comunità scientifica ha rivolto il proprio interesse verso studi che valutassero eventuali correlazioni tra patologie importanti e potenzialmente invalidanti se non addirittura mortali con le condizioni di salute della cavità orale.

In particolare questi studi hanno stabilito che:

  • Il 90% delle ALITOSI dipende da un insufficiente condizione di igiene orale domiciliare e professionale
  • La colonizzazione dei batteri della cavità orale, se non controllata, può raggiungere il circolo sistemico e organi a distanza. In particolare, alcune specie batteriche orali sono state trovate nelle placche aterosclerotiche di pazienti affetti da MALATTIA CARDIOVASCOLARE. Gli studi hanno dimostrato che pazienti con insufficiente e/o scorretta igiene orale sono maggiormente predisposti allo sviluppo di malattia ateromasica e di conseguenza a manifestazioni come INFARTI ACUTI DEL MIOCARDIO e ICTUS CEREBRALI.

prevenzione ig oraale 3

  • Le insufficienti condizioni di igiene orale sono state correlate in diversi studi con INFERTILITA’, POLIABORTIVITA’ E COMPLICANZE DELLA GRAVIDANZA, ponendo la detartrasi come trattamento sempre più importante nei pazienti che desiderino programmare una gravidanza o che la stiano affrontando.

 

Appare evidente che prendersi cura del proprio sorriso ha ben più importanti implicazioni sanitarie e sociali dell’estetica fine a se stessa!

 

Come si svolge una seduta di Igiene Orale Professionale?

La seduta di igiene orale professionale si articola in diverse fasi.

  1. Inizialmente il professionista instaura un breve colloquio conoscitivo con il paziente, valutando attentamente sia le condizioni obiettive di igiene orale sia le problematiche soggettive del paziente stesso. In condizioni standard, l’igiene vera e propria inizia con l’utilizzo dell’ablatore. Questo è uno strumento che, combinando le vibrazioni ultrasoniche e l’acqua, frammenta e rimuove il tartaro localizzato nelle zone sopragengivali e negli spazi interdentali. Viene utilizzato su ogni elemento dentale, avendo cura di bonificare le superfici non raggiungibili con l’igiene orale domiciliare e rispettando la delicatezza dei tessuti periodontali circostanti.
  2. Questa procedura iniziale di ablazione viene poi completata dalla rimozione manuale del tartaro dagli spazi interdentali tramite lo scaler, uno strumento metallico dotato di due lame alle estremità che permette di rifinire la detartrasi (salvo casi eccezionali in cui la procedura può essere omessa).
  1. AirFlow è la terza fase della seduta e prevede l’uso di uno strumento chiamato air­polishing che combina l’azione del bicarbonato di sodio, dell’acqua e dell’aria per rimuovere le pigmentazioni estrinseche sulla superficie dei denti, come macchie di caffè, tè, nicotina etc.
  1. L’ultima fase di una seduta standard prevede la lucidatura finale, attraverso l’uso di una coppetta/spazzolino collegati ad un manipolo e di una pasta lucidante al fluoro. Questa procedura completa e rifinisce l’igiene orale professionale.

La durata della seduta varia sulla base delle caratteristiche del paziente sia in termini di condizioni di igiene orale che di sensibilità psicofisica, tuttavia la durata media di una seduta di igiene orale è compresa tra i 30′ e i 60′.

prevenzione ig orale 2

 

Ogni quanto tempo devo rivolgermi all’Igienista Dentale?

In genere la frequenza degli appuntamenti varia tra i 2 ed i 12 mesi, con una media di circa 6 mesi.

 

 

Prevenzione: l’Igiene Orale Domiciliare

Il miglioramento delle tecniche di igiene domiciliare effettuate dal paziente sono di grande rilevanza per la prevenzione e la risoluzione della malattia parodontale.
Regole fondamentali di igiene domiciliare:

 

  1. Lavare i denti dopo ogni pasto
  1. Lavare i denti per circa 3 minuti
  1. Uso del filo interdentale o dello scovolino una volta al giorno

Pulizia Aree Interdentali

La pulizia degli spazi fra dente e dente è molto importante. La maggior parte delle malattie gengivali inizia in questa area.

Gli strumenti domiciliari consigliati per queste aree sono il FILO INTERDENTALE e lo SCOVOLINO.

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