Odontoiatria

Odontoiatria

L'odontoiatria conservativa è quella branca dell'odontoiatria che si occupa della cura dei denti cariati, delle procedure per l'eliminazione della carie e di quelle relative alla chiusura delle cavità mediante appositi materiali.
Il recupero conservativo dei denti danneggiati da lesioni cariose, vitali o trattati endodonticamente, con vecchi restauri non più funzionali ed estetici o con alto rischio di rilascio di sostanze tossiche per l'organismo come il mercurio (le otturazioni in amalgama) viene ottenuto attraverso protocolli operativi microinvasivi, che prevedono la sola rimozione del tessuto cariato e la sterilizzazione della cavità cariosa mediante laser a diodi.
L'attenzione alla salute dei nostri pazienti ci induce alla continua ricerca di materiali biocompatibili e di procedure fondate sulla microinvasività.

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Odontoiatria Generale

Odontoiatria Generale (3)

Per implantologia (dentale) si intende quell'insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un paziente affetto daedentulismo totale o parziale mediante l'utilizzo di impianti dentali ovverosia dispositivi, metallici e non, inseriti chirurgicamente nell'osso mandibolare o mascellare, o sopra di esso ma sotto la gengiva, atti a loro volta a permettere la connessione di protesi, fisse o mobili, per la restituzione della funzione masticatoria. Tali impianti possono essere di diverse forme, inseriti in diverse sedi con tecniche differenti e poi connessi alle protesi con diverse tempistiche.

Attualmente gli impianti sono quasi tutti realizzati in titanio. I più utilizzati sono quelli a vite di tipo endosseo, nella maggioranza dei casi lasciati sommersi sotto gengiva per un periodo congruo in base alla sede. L'implantologia dentale si suddivide quindi in endossea e iuxtaossea, quest'ultima utilizzante solo impianti a griglia con moncone fisso non sommerso e quindi per sede e modalità di carico non osteointegrabili se realizzati in cromo-cobalto-molibdeno, o anche osteointegrabili se realizzati in titanio ed inseriti con apposite tecniche chirurgiche favorenti la neoformazione ossea al disopra della loro struttura.

L'implantologia endossea è al momento la più diffusa, ed utilizza impianti (corpo implantare propriamente detto) di forma cilindrica/conica più o meno filettati all'esterno e con connessione interna a varia conformazione per la parte emergente (moncone) e più raramente cilindri o coni privi di filettatura esterna ma con analoghi sistemi di connessione interna per il moncone, viti piene di un solo corpo (corpo implantare e moncone realizzati dal pieno e quindi senza alcuna connessione) lame ed aghi. In base al protocollo chirurgico avremo quindi implantologia sommersa e non (transmucosa); in base alla tempistica di utilizzo (funzionalizzazione) avremo carico immediato, anticipato, differito.

L'implantologia endossea si divide fondamentalmente in due grandi scuole: quella italiana e quella svedese. L'implantologia di scuola italiana è storicamente precedente, meno diffusa ma concettualmente ancora oggi è altrettanto importante quanto la seconda. Alla scuola italiana si deve l'introduzione del primo impianto specificamente progettato per il carico immediato, l'introduzione del titanio nella produzione degli impianti , l'introduzione dell'area di rispetto biologico sui corpi implantari, il primo protocollo all on six (benché non battezzato in qualche modo) e gli impianti inclinati (Stefano M. Tramonte); la saldatrice endorale (PL. Mondani).

Alla scuola svedese si deve la metodica di "osteointegrazione", sviluppata per primo da Per-Ingvar Branemark, basata sul carico differito e tesa a rendere più controllabile il successo dell'intervento implantologico: prevede l'utilizzo di impianti endossei a vite ed a connessione protesica, con carico differito, ovvero attesa 3-4 mesi in mandibola e 5-6 inmascella. Il protocollo originale di Branemark è stato variamente modificato così come gli impianti utilizzati, per accorciare i tempi di quiescenza degli impianti ed in definitiva dei tempi generali del trattamento. La scuola svedese ha prodotto importantissime innovazioni sia nella tecnologia di produzione e sia nelle tecniche chirurgiche: adozione dei trattamenti di superficie per i corpi implantari, tecniche di rigenerazione tissutale sia ossea sia mucosa, tecniche di augment sia in senso verticale e sia in senso orizzontale ed in generale tutte quelle tecniche chirurgiche atte a rendere più adeguato il sito implantare all'inserzioni di questi impianti, per loro natura assai meno adattabili alle condizioni anatomiche degli impianti di scuola italiana. Alcune Associazioni scientifiche, come l'ARASS, riconoscono i meriti sia della scuola italiana che di quella svedese.

Il materiale più utilizzato per la produzione di impianti è il titanio, in forma commercialmente pura o nelle sue leghe ad uso dentale, materiale biocompatibile che non comporta reazioni da parte dell'organismo (popolarmente ma erroneamente note come rigetto). Gli impianti, posizionati nell'osso del paziente, verranno fortemente inglobati in esso dai fisiologici meccanismi della rigenerazione ossea, ossia avverrà la osteointegrazione sia in caso di carico differito (scuola svedese) e sia in caso di carico immediato (scuola italiana). Si deve a G. Lorenzon, uno degli esponenti della scuola italiana di implantologia, la definizione di “implantologia funzionale”[1], relativamente all'implantologia transmucosa monofasica a carico immediato. Con il termine “funzionale” s'intende infatti una tecnica implantologica che consenta un recupero immediato e senza limitazione della funzione masticatoria, non tanto con l'obiettivo di imitazione perfetta dell'organo, ma con quello di ricrearne al meglio la funzione. Tale tecnica, in realtà, non differisce per nulla dalle tecniche classiche della scuola italiana se non per il fatto che la barra elettrosaldata utilizzata per meglio garantire la dissipazione e la ripartizione dei carichi masticatori durante il periodo di guarigione, dato che tale metodica utilizza impianti a carico immediato obbligato, non viene rimossa ma lasciata in sito a vita. La cosa, invero, è piuttosto discutibile, soprattutto perché il fenomeno di oscuramento clinico che produce la barra impedisce di fare diagnosi di avvenuta osteointegrazione prima di passare a confezionare e montare la protesi definitiva.

L'oro-platino-ceramica, tecnica diffusa in passato, prevedeva un perno in oro galvanico titolato in oro almeno al 98% (oro puro 24 carati) con un residuo di platino e/o palladio senza il quale l'oro resterebbe troppo malleabile e inadatto come materiale protesico, sul quale si applica una corona in ceramica di tipo core (ceramica pressofusa), che eventualmente si poteva sostituire in caso di successiva rottura.

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COS’È L’ENDODONZIA?

L’Endodonzia è la scienza medica, nell’ambito dell’Odontoiatria, che ha per oggetto i tessuti interni del dente, le patologie e i trattamenti correlati. Quando questi tessuti o i tessuti che circondano la radice dentale si ammalano o danneggiano a causa di carie o traumi, il trattamento endodonticopermette di salvare il dente.

Fonte: American Association of Endodontist http://www.aae.org

Cos’è un trattamento endodontico, o cura canalare o “devitalizzazione” del dente?

Il trattamento endodontico è un intervento odontoiatrico ambulatoriale che si rende necessario quando la polpa (il tessuto molle interno al dente) è infiammata o infetta per un danno provocato da una carie profonda, dall’esito di interventi sul dente, o da un trauma (grave e improvviso o più leggero ma ripetuto) che ha provocato frattura o scheggiatura o incrinatura profonda.

La polpa dentaria, contenuta all’interno dei denti, popolarmente nota come nervo del dente, è in realtà un tessuto altamente specializzato costituito da arterie, vene, terminazioni nervose e cellule connettivali. Nell’età dello sviluppo questo tessuto ha la funzione di formare la struttura portante calcificata del dente (dentina); nell’adulto, ad accrescimento completato, la polpa – ormai assottigliata – resta confinata nella camera pulpare e nei canali radicolari, con funzioni residuali di sensibilità al freddo e idratazione della dentina.

A perturbare lo stato di salute pulpare possono intervenire varie situazioni patologiche, la più frequente delle quali è di gran lunga la carie dentaria (vedi oltre), ossia la decalcificazione e distruzione progressiva dei tessuti duri del dente per l’azione di microrganismi presenti nellaplacca batterica. Se non si interviene tempestivamente la cavità prodotta dalla carie si ingrandisce e approfondisce ed estende finché la polpa viene raggiunta dai batteri con trasformazioni irreversibili dovute all’infezione. Quando si arriva a questo stadio la cura conservativa che consente di mantenere il dente evitando l’estrazione è la terapiaendodontica, o cura canalare o anche più impropriamente devitalizzazioneIn generale l’Endodonzia mira a conservare i denti che hanno ricevuto un danno grave della loro struttura che ha portato all’infezione e alla necrosi della polpa, con ripercussioni acute o croniche dei tessuti circostanti, più o meno dolorose. La moderna Endodonzia si avvale di strumenti sofisticati per la diagnosi e la terapia, quali lo stereomicroscopio operatorio, i biomateriali innovativi, la strumentazione in leghe speciali.

Quali segni indicano la presenza di una carie?

La carie può non dare alcun segno precoce della sua presenza, oppure i sintomi sono tanto lievi da non indurre preoccupazione. Questo avviene soprattutto nei primi stadi, ma spesso anche di fronte alla completa distruzione del dente il paziente può non riferire alcun fastidio particolare e mostrarsi anzi sorpreso di quanto avvenuto senza dolore. Solo con il controllo periodico dal dentista – che va effettuato anche in assenza di dolore – è possibile verificarne la presenza fino dai primissimi stadi e intervenire con una terapia precoce e quindi limitata, minimizzando i danni e scongiurando dolori improvvisi e cure in regime di urgenza. Il dolore perciò, nel caso dei denti, non è un segnale di allerta affidabile e neanche un indice di gravità del danno: la soluzione è la visita periodica dal dentista.

L’eccessiva sensibilità al freddo è un sintomo da tenere in considerazione, ma non è un indice univoco della presenza di una carie. Può essere causata anche dalla scopertura a livello deicolletti (la parte dei denti prossima alla gengiva) per  malattia parodontale, per abrasione da spazzolino da denti usato in maniera scorretta, oppure per una particolare acidità del cavo orale (erosione da eccessiva assunzione di cibi acidi come agrumi o aceto, o ancora per situazioni patologiche quali il reflusso gastroesofageo). Anche il digrignamento (bruxismo), o incrinature/fratture possono dar luogo a ipersensibilità al freddo.

Oltretutto il segno del dolore al freddo o anche ai cibi dolci o salati è completamente assente nei denti già trattati endodonticamente. E’ la polpa la parte sensibile e se la polpa è in necrosi, o è stata asportata per una pregressa terapia canalare, questo sintomo viene a mancare. Da notare a questo proposito che la carie attacca indifferentemente e con la stessa intensità sia denti sani, sia denti precedentemente curati o devitalizzati.

Escluse le situazioni elencate sopra, quando la sintomatologia caldo, freddo, dolce, salato è accompagnata da un dolore più o meno localizzato che perdura per un certo tempo successivamente allo stimolo, questo rappresenta un segno evidente della presenza di una carie già allo stato avanzato. Il danno si estende in rapida progressione e se non intercettato in tempo porta inevitabilmente a fenomeni dolorosi di pulpite (infiammazione acuta) e necrosi(morte cellulare) della polpa del dente stesso. La cura in questa fase tardiva non è più la rimozione della parte cariata e un’otturazione più o meno estesa, ma è necessitano il trattamento endodontico (o cura canalare, detta anche devitalizzazione o canalizzazione).

Il trattamento endodontico

In cosa consiste?
Il trattamento endodontico (o cura canalare anche detto devitalizzazione o canalizzazione) consiste nella rimozione della polpa (nervo dentale) infiammata e infetta, presente all’interno del dente e per tutta la lunghezza delle radici, e nella sua sostituzione con un’otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata detersione e sagomatura dei canali radicolari.

Cosa si ottiene con il trattamento endodontico?
Il risultato è che il dente non sarà più un serbatoio infettivo e, dopo un’adeguata ricostruzione della corona, potrà continuare a svolgere le stesse funzioni di un dente integro. La percentuale di successo di una cura canalare corretta è, in condizioni normali, elevatissima. La percentuale diminuisce nei casi di ritrattamento endodontico, quando cioè è necessario ripetere la procedura per un insuccesso precedente (errori d’esecuzione, complessità anatomiche, difficoltà obiettive)

Quanto tempo richiede?
Il trattamento endodontico è ormai veloce anche per i molari, grazie alle nuove tecniche e alle moderne apparecchiature a disposizione. Le fasi operative sono le seguenti:

  • Anestesia locale per neutralizzare il dolore anche nei casi con polpa ancora sensibile
  • Ricostruzione provvisoria della corona dentale quando questa è molto distrutta, allo scopo di eliminare tutta la carie senza rinunciare alle pareti della cavità del dente (contenimento dei liquidi disinfettanti e aggancio del foglio di gomma isolante)
  • Isolamento del campo operatorio mediante la diga di gomma (mezzo imprescindibile per una buona riuscita della cura canalare) consistente in un foglio di lattice di gomma teso da un archetto e tenuto fermo da un gancio posto intorno al dente da curare o a un dente vicino.
  • Apertura della camera pulpare: accesso alla polpa attraverso una cavità preparata dal lato masticante del dente
  • Reperimento del o dei canali radicolari con l’ausilio di ingrandimenti ottici.
  • Misurazione della lunghezza di lavoro ossia di ciascun canale presente (da un riferimento sulla corona fino all’apice radicolare) mediante una radiografia e un localizzatore elettronico d’apice (la dose di radiazione assorbita nell’esecuzione di una radiografia ad uso odontoiatrico è minima).
  • Strumentazione dei canali mediante strumenti endodontici che asportano la polpa canalare,  contaminata dai batteri e sostanze infette, creando nel medesimo tempo una forma delle pareti adatta a una completa otturazione.
  • Lavaggi con ipoclorito di sodio, potente disinfettante, per ottenere un ambiente il più possibile pulito e asettico
  • Otturazione canalare mediante guttaperca, materiale plastico e modellabile con il calore, associato a un cemento canalare
  • Ricostruzione della corona
  • Controllo radiografico della fine della cura
  • Eventuale protesi fissa (corona o ponte)

La Cura Canalare può far male?

Durante il trattamento endodontico il dolore è sotto controllo grazie all’anestesia locale.Un indolenzimento, che può essere soggettivamente più o meno fastidioso, può essere presente dopo la terapia, ma è facilmente controllabile con un comune analgesico. Raramente, in radici particolarmente infette, può svilupparsi un ascesso con dolore e gonfiore a causa del passaggio di batteri nell’osso che circonda le radici. L’insorgenza di queste complicanze non pregiudica necessariamente il successo del trattamento in corso.

Odontoiatria Conservativa  

 

Branca dell'odontoiatria restaurativa che si occupa della cura dei denti cariati, delle procedure per l'eliminazione della carie e di quelle relative alla chiusura delle cavità risultanti dall'eliminazione dello smalto e della dentina cariata, tramite l'utilizzo di appositi materiali. Le carie possono essere superficiali o profonde. Nel primo caso ci si limita ad asportare parte della dentina e dello smalto interessati dalla carie, otturando il dente con appositi materiali.

In genere si utilizzano le resine composite dello stesso colore del dente naturale che per le loro caratteristiche adesive permettono una preparazione della cavità cariosa meno ampia rispetto all'uso dell'amalgama che richiedeva cavità dalle caratteristiche particolari perché fossero ritentive.I compositi utilizzati possono avere caratteristiche differenti a seconda dell’utilizzo e della casa produttrice.

Nel nostro studio vengono utilizzati dei compositi di ottima qualità, con una vasta gamma di colori e trasparenze adatte per ricostruire la dentina e lo strato dello smalto nelle varie tonalità che variano da individuo ad individuo e anche in base all’età. Per l’adesione si utilizza la tecnica bifase cioè si utilizzano due prodotti anziché uno garantendo in tal modo un’adesione migliore.

Nelle carie profonde vi può essere un interessamento della polpa del dente, contenente anche le fibre nervose, e allora si ricorre alla cura canalare detta anche terapia endodontica (devitalizzazione). Il termine conservativa indica l'obbiettivo di tali cure, cioè di conservare i denti altrimenti distrutti dalla carie.

Parodontologia


 

PARODONTOLOGIA E CURA DI MALATTIE DENTALI

La parodontologia è la branca dell’odontoiatria rivolta alla cura della malattia parodontale. Tale patologia, se non adeguatamente trattata, è una delle principali cause della perdita di elementi dentari e può essere associata ad altre malattie croniche come il diabete e le patologie cardio vascolari.

 

Come si instaura la parodontite?

Di base, si verifica quando si viene a formare un accumulo di placca batterica tale da consentire la prevalenza di popolazioni batteriche “nocive” nel solco gengivale. Questi batteri sono quindi in grado di sostenere una vera e propria infezione, e di conseguenza, di provocare la stimolazione del nostro sistema immunitario.

Questo processo ha come conseguenza l’instaurarsi di un processo infiammatorio, in genere cronico, di difesa.

 

Quali sono le conseguenze della malattia parodontale?

Il processo infiammatorio colpisce in generale, l’apparato di sostegno del dente. Può essere interessata la sola gengiva, in questo caso si formerà la gengivite; nel caso invece vengono colpite anche le strutture sottostanti, osso e legamento parodontale, si formerà parodontite.

 

Come posso accorgermi se sono affetto da questa malattia?

La malattia parodontale è spesso silente, cioè non comporta sintomi particolari - in particolare il dolore – se non ad uno stadio avanzato della malattia. Tuttavia, vi sono segni ben evidenti che, ad una attenta visita, consentono di porre una diagnosi precisa in tempi adeguati per il trattamento della malattia:

  • Rossore, gonfiore e dolorabilità a livello gengivale
  • Presenza di sanguinamento durante l’uso dello spazzolino, del filo interdentale .
  • Arretramento del livello gengivale: “i miei denti appaiono sempre più lunghi”.
  • Aumento della mobilità dentaria.
  • Aumento degli spazi interdentali o modifica della posizione dei denti.
  • Presenza di “pus” nel solco gengivale.
  • Persistente alito cattivo

Gengivite

Si tratta della forma più lieve della malattia parodontale. Le gengive appaiono arrossate, gonfie, e sanguinano facilmente. I sintomi sono scarsi e non vanno oltre una modesta dolorabilità. La gengivite è comunemente causata da insufficiente igiene orale. I fattori che possono contribuire alla gengivite comprendono il diabete, fumo, malattie sistemiche, stress, le fluttuazioni ormonali, gravidanza, abuso di sostanze, l'infezione da HIV, e l’uso di alcuni farmaci. La gengivite è reversibile con il trattamento professionale e adeguate manovre di igiene orale domiciliare.

 

Come si cura la gengivite?

La gengivite è un fenomeno reversibile facilmentecurabile mediante un trattamento non chirurgico professionale e adeguate manovre di igiene orale domiciliare.

 

Parodontite

E' la forma più grave di malattia trattata in parodontologia: è caratterizzata infatti, non solo dai segni tipici della gengivite, ma anche dalla distruzione, di parte o completa, dell'apparato di sostegno degli elementi dentari.

 

Qual è il processo che porta alla comparsa di questa forma di malattia parodontale?

Con il tempo, placca e tartaro possono diffondersi e accumularsi al di sotto del bordo gengivale.
I batteri contenuti nella placca producono tossine che sono in grado di irritare le gengive. Le tossine, in particolare, stimolano una risposta infiammatoria cronica di difesa da parte dell’organismo.
Purtroppo questa reazione di difesa provoca un danno a livello dei tessuti di sostegno dei denti ovvero il loro lento riassorbimento e distruzione. Il solco gengivale si allarga e approfondisce con la conseguente formazione di tasche parodontali (spazi tra i denti e le gengive), che si infettano. Col progredire della malattia, le tasche si approfondiscono ulteriormente con conseguente continua distruzione dell’apparato di sostegno del dente.
Tale processo distruttivo, seppur grave, è spesso associato a sintomi lievi e quindi sovente sottovalutati; la progressione della parodontite se non viene interrotta da un adeguato trattamento porta alla mobilità del dente e, quindi, alla sua completa perdita.

 

Si può guarire dalla parodontite?

Certamente! E’ necessario però procedere alla eliminazione di ciò che ha causato la malattia parodontale, l’infezione batterica, e successivamente sottoporsi alle terapie di parodontologia in grado di eliminare i difetti, a carico dei tessuti di sostegno del dente (osso e legamento parodontale) che la parodontite tipicamente provoca.

 

Quali sono, quindi, le terapie possibili?

I nostri trattamenti di parodontologia per la cura della parodontite sono basati sul convincimento che la salute parodontale debba essere raggiunta attraverso il trattamento meno invasivo e più conveniente. Questo è spesso realizzato attraverso il trattamento parodontale non chirurgico. E’ necessario tener presente comunque i limiti del trattamento non chirurgico: solamente quando non raggiunge la salute parodontale, allora la chirurgia può essere indicata per ripristinare strutture parodontali sane.

  • Scaling e levigatura radicolare: è una accurata pulizia delle superfici radicolari per rimuovere la placca e tartaro dalle tasche parodontali profonde e per levigare la radice del dente al fine di eliminare le tossine batteriche.
  • Interventi a lembo: durante queste procedure i tessuti molli (gengive) vengono incisi e successivamnete sollevati, per permettere la completa rimozione dei depositi di batteri presenti sulle pareti delle radici; a decontaminazione ultimata i tessuti vengono riposizionati,e matenuti in sede, tramite l'applicazione di suture. Si rende necesasrio, talvolta, regolarizzare il profilo osseo alterato, per eliminare tutte la asperità dove possono accumularsi nuovi depositi batterici.
  • Terapie rigenerative: tali procedure si basano sulla completa eliminazione dei batteri colonizzanti il difetto psseo da trattare, e la succesiva applicazione di membrane con l'eventuale associazione con speciali materiali che stimolano la produzione di nuovi tessuti, inparticolare ossei.

Odontoiatria Pediatrica

 

bambini hanno problematiche orali ed esigenze diverse dagli adulti ed è quindi importante che vengano accolti in un ambiente sereno che li metta a loro agio e che siano visitati e curati da personale con competenze specifiche nella pedodonzia (odontoiatria pediatrica).

QUANDO PORTARE IL BAMBINO DAL DENTISTA

La comunità scientifica internazionale è concorde nell’indicare nei 5 anni l’età ideale per la prima visita daldentista, che servirà a valutare la situazione generale della bocca, l’eventuale presenza di carie, malattie gengivali o malocclusioni, e impostare un piano preventivo e/o terapeutico adeguato.

 

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I NOSTRI SERVIZI

Il nostro staff medico si occupa sia della prevenzione sia della terapia delle malattie del cavo orale del bambino (principalmente gengiviti e carie) e offre i seguenti servizi:

  • insegnamento delle adeguate manovre di igiene orale domiciliare;
  • ablazione del tartaro;
  • sigillatura dei solchi (quest’ultima prevede di stendere, sulla superficie masticatoria dei molari e dei premolari permanenti, un sottile strato di resina fluida che rilascia fluoro);
  • cura della carie dei denti da latte e dei permanenti;
  • terapia canalare (devitalizzazione), anche dei denti da latte;
  • estrazione di denti decidui;
  • visite diagnostiche per la valutazione di eventuali malocclusioni e impostazione di terapie ortodontiche semplici o complesse.

I NOSTRI PREZZI

Offriamo un rapporto qualità-prezzo conveniente, a titolo di esempio:

  • visita odontoiatrica/ortodontica: Gratuita   
  • sigillatura dei solchi: 50 euro

Igiene Dentale

 

 

Il nostro cavo orale lo possiamo paragonare ad un “serbatoio” di batteri: si riscontrano infatti più di 500 tipi di batteri con alcune specie funginee. Da ciò si deduce quanto sia importante prevenire le malattie del cavo orale, per evitarne l’insorgenza e per curarle nella loro fase iniziale.

 

Cos’è l’Igiene Dentale?

L’Igiene Dentale professionale o Detartrasi, spesso indicata come Pulizia dei Denti, è un atto terapeutico pratico finalizzato al mantenimento della salute della cavità orale in tutte le sue componenti, ovvero

denti, tessuto gengivale, osso, legamenti parodontali.

 

 

Quali sono i Vantaggi della Detartrasi?

Il primo vantaggio è sicuramente la prevenzione della carie e della formazione di placca e tartaro, con l’eliminazione dei danni correlati ad essi.

Inoltre negli ultimi decenni la comunità scientifica ha rivolto il proprio interesse verso studi che valutassero eventuali correlazioni tra patologie importanti e potenzialmente invalidanti se non addirittura mortali con le condizioni di salute della cavità orale.

In particolare questi studi hanno stabilito che:

  • Il 90% delle ALITOSI dipende da un insufficiente condizione di igiene orale domiciliare e professionale
  • La colonizzazione dei batteri della cavità orale, se non controllata, può raggiungere il circolo sistemico e organi a distanza. In particolare, alcune specie batteriche orali sono state trovate nelle placche aterosclerotiche di pazienti affetti da MALATTIA CARDIOVASCOLARE. Gli studi hanno dimostrato che pazienti con insufficiente e/o scorretta igiene orale sono maggiormente predisposti allo sviluppo di malattia ateromasica e di conseguenza a manifestazioni come INFARTI ACUTI DEL MIOCARDIO e ICTUS CEREBRALI.

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  • Le insufficienti condizioni di igiene orale sono state correlate in diversi studi con INFERTILITA’, POLIABORTIVITA’ E COMPLICANZE DELLA GRAVIDANZA, ponendo la detartrasi come trattamento sempre più importante nei pazienti che desiderino programmare una gravidanza o che la stiano affrontando.

 

Appare evidente che prendersi cura del proprio sorriso ha ben più importanti implicazioni sanitarie e sociali dell’estetica fine a se stessa!

 

Come si svolge una seduta di Igiene Orale Professionale?

La seduta di igiene orale professionale si articola in diverse fasi.

  1. Inizialmente il professionista instaura un breve colloquio conoscitivo con il paziente, valutando attentamente sia le condizioni obiettive di igiene orale sia le problematiche soggettive del paziente stesso. In condizioni standard, l’igiene vera e propria inizia con l’utilizzo dell’ablatore. Questo è uno strumento che, combinando le vibrazioni ultrasoniche e l’acqua, frammenta e rimuove il tartaro localizzato nelle zone sopragengivali e negli spazi interdentali. Viene utilizzato su ogni elemento dentale, avendo cura di bonificare le superfici non raggiungibili con l’igiene orale domiciliare e rispettando la delicatezza dei tessuti periodontali circostanti.
  2. Questa procedura iniziale di ablazione viene poi completata dalla rimozione manuale del tartaro dagli spazi interdentali tramite lo scaler, uno strumento metallico dotato di due lame alle estremità che permette di rifinire la detartrasi (salvo casi eccezionali in cui la procedura può essere omessa).
  1. AirFlow è la terza fase della seduta e prevede l’uso di uno strumento chiamato air­polishing che combina l’azione del bicarbonato di sodio, dell’acqua e dell’aria per rimuovere le pigmentazioni estrinseche sulla superficie dei denti, come macchie di caffè, tè, nicotina etc.
  1. L’ultima fase di una seduta standard prevede la lucidatura finale, attraverso l’uso di una coppetta/spazzolino collegati ad un manipolo e di una pasta lucidante al fluoro. Questa procedura completa e rifinisce l’igiene orale professionale.

La durata della seduta varia sulla base delle caratteristiche del paziente sia in termini di condizioni di igiene orale che di sensibilità psicofisica, tuttavia la durata media di una seduta di igiene orale è compresa tra i 30′ e i 60′.

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Ogni quanto tempo devo rivolgermi all’Igienista Dentale?

In genere la frequenza degli appuntamenti varia tra i 2 ed i 12 mesi, con una media di circa 6 mesi.

 

 

Prevenzione: l’Igiene Orale Domiciliare

Il miglioramento delle tecniche di igiene domiciliare effettuate dal paziente sono di grande rilevanza per la prevenzione e la risoluzione della malattia parodontale.
Regole fondamentali di igiene domiciliare:

 

  1. Lavare i denti dopo ogni pasto
  1. Lavare i denti per circa 3 minuti
  1. Uso del filo interdentale o dello scovolino una volta al giorno

Pulizia Aree Interdentali

La pulizia degli spazi fra dente e dente è molto importante. La maggior parte delle malattie gengivali inizia in questa area.

Gli strumenti domiciliari consigliati per queste aree sono il FILO INTERDENTALE e lo SCOVOLINO.

Patologia e Medicina Orale

 
 
La patologia  e la medicina orale sono rami affini dell' odontoiatria che studiano gli aspetti clinici, patologici e terapeutici delle malattie che colpiscono le mucose della cavità orale (lingua,gengive,palato,guance). Tali patologie presentano una grande variabilità negli aspetti clinici e istopatologici che rende spesso difficoltosa la loro diagnosi. Esistono molte lesioni orali bianche e/o rosse che vengono frequentemente confuse con altre patologie e ciò è spesso causa di ritardi diagnostici ed errori terapeutici in grado di compromettere gravemente la qualità di vita e la sopravvivenza dei pazienti. La diagnosi delle patologie delle mucose orali si basa sulla correlazione attenta di tutte le informazioni anamnestiche, cliniche, di laboratorio e strumentali (biopsia tissutale diagnostica). La diagnosi di certezza è il presupposto fondamentale su cui si deve basare un corretto approccio terapeutico.
 

 

 

 

 
 
 
 

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